Il naso della CIA nei conti bancari italiani
Come temuto, la lunga mano di SWIFT e’ arrivata. Le banche italiane, come richiesto dalla legge, avvisano i correntisti che i dati dei conti saranno archiviati dagli americani. Che cosi’ potranno studiarseli con comodo
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Tags: banche, cia, americani, swift, conti correnti
Dario Fo sul caso Decameron
FONTE: http://www.danieleluttazzi.it/node/327
In questi giorni nei vari articoli apparsi sui quotidiani a commentare la censura di cui è stato vittima Daniele Luttazzi, si sono susseguiti a iosa termini come “buongusto”, “stile”, “opportunità”, “decenza”, “trivialità”, ecc..
All’istante, di contrappunto mi sono venute in mente caterve di espressioni e situazioni scurrili a dir poco feroci, impiegate da maestri storici della satira, a cominciare da Mattazzone da Calignano, grande giullare lombardo del XIII secolo, che, in un suo fabulazzo sulla lamentazione dell’uomo per la pena che Dio ha imposto a lui e alla sua femmina, elenca le fatiche e le mortificazioni nonché i continui flagelli e morbi a cui le creature umane sono sottoposte fin dalla creazione. Il Padreterno si lascia convincere dalle invocazioni dell’uomo e, ipso facto, decide di creare a suo vantaggio il villano, che lo servirà “in ogni bisogna” al par d’uno schiavo. In quell’istante passa di lì un asino e il creatore con un gesto della sua mano santa lo ingravida. Al nono mese, preannunciato da “un trempestar tremmendo de fulmini e saiette, de la panza de l’anemal, traverso el so’ cul de lü, sbotta de fora ol vilan spussento, tüto empastao de merda sgarosa e: stralak! Sto cul sforna criante ol servante creat da Deo. Una piova sbatente se spraca contra el corpazon del vilan scagazzao spussente, perché se faga cosiensa de la vita de merda che ve se presenta. ‘Da po’ che l’è nato egnudo’ ordena el Segnor ‘deghe un para de brache de canovasso crudo, brache spacà in del messo e dislassà, che no’ debbia pert tropp tempo in del pissà!’.”…
E poi ancora vedo scorrere i milanesi longobardi sconfitti da Carlo Magno, che un anonimo fabulatore descrive costretti dall’Imperatore a “nettar co’ la lengua l’arco treonfal, costruit da lori mismi a onor da lu venzedor franzoso. Sü l’arcon tüti i soldat de Carlo gh’hann pissat sovra per una jornada entera e anco smerdao con cüra. Das po’ a ognün de’ Longobar fue ordenat de catar rospi, ratti e pantegan de fogna, e cusinarseli per far gran banchetto. I poverazz, boni cosiner con erbe parfumate, hann insaporit i boccon del pasto, engorgià tuto con gran fatiga e despo’ all’entrassat, tuto ch’avien magnat, gh’hann vomegado fora. L’emperador, desgostà, l’ha criat: ‘Ma cos’è ‘sta porcaria? No’ voi védar per le mee terre ‘sto vomegame! Lecadevelo subetamente e che tuto sia ben polido!’. Oh ch’el regal potestà!”.
…
Lo stesso Dante usa immagini similari per colorare di veemente indignazione la presenza di certi notissimi personaggi in cui incappa nell’infernale viaggio osceno. “A chi servirà quel buco vomitante fuoco?” chiede il tosco poeta a Virgilio. E quegli risponde: “Là dentro verrà fra poco infilato testa in giù, un Pontefice che ben merita di starsene a cottura lenta e le natiche al vento a sbattacchiar gambe al par d’un forsennato!”. Quel Pontefice è nientemeno che Bonifacio VIII, quello che incarcerò, costringendolo a vivere incatenato tra le proprie feci, Jacopone da Todi che si era permesso di insultare il Santo Padre in questione urlandogli: “Ahi! Bonefax! Hai iogato ben lo munno! Ahi! Bonefax! Che come putta hai traito la Ecclesia!” cioè, come una puttana hai ridotto la Chiesa!
Oggi, si sa, nessun cardinale si permetterebbe di porre mano pesante su questi scritti… è questione di opportunità e stile… oggi!
Ma di certo vi farà sussultare di stupore scoprire che anche il santo giullare Francesco di Assisi spesso si lasciasse andare a espressioni di un linguaggio azzardato, per non dire sconveniente. Infatti in una delle storie testimoniate da suoi seguaci, si racconta che un giovane discepolo un giorno si recò da lui disperato, sconvolto, giacché continuava ad apparirgli un orrendo demonio che lo tormentava con lusinghe e minacce, perché si lasciasse indurre nel peccato. Francesco, dopo averlo ascoltato, da autentico giullare quale era, disse al suo tormentato fratello: “Sai che debbi fare? Quando verrà l’enfame demonio, tu digli spietato: ‘Veneme appresso che eo te abbranco per l’orecchi, ti vo’ a spalancà la bocca e in quella ci caco dentro tutto lo smerdazzo che me riesce d’emprignatte!’. Così il giovine seguace repetette a lu demonio quella menaccia che Francesco li avea soggerita: ‘Te vo’ cacando in la bocca finché t’annego de merdazzo!’ Quello diavolo, preso de lo terrore, fuggì, annanno a sbatte contro rupi de le montagne che se sgretolaveno, come sotto tremmamoto, e tutto lo covertirno, seppellennolo per l’intero.”.
…
Ma quello di mascherare le notizie e le testimonianze che danno impaccio alle elegie è cosa di tutti i giorni da sempre. Al contrario spesso si scelgono bell’apposta, come nel caso di Luttazzi, le espressioni e i lazzi satirici palesemente scurrili e si mettono in bella mostra allo scopo di abbassare il livello di dignità dell’autore. Conosciamo bene questa pratica davvero ipocrita e furbesca: ti si accusa di usare forme oscene di linguaggio per censurarti o addirittura eliminarti dalla scena.
…
Luttazzi non a caso stava preparando una puntata sull’enciclica del Pontefice. Come eliminarlo senza mettere in primo piano l’autentico soggetto? Si fa la carambola: si spara su un bersaglio laterale per poterti di rimando colpire in piena fronte o, se volete, in piene chiappe. A parte che un bersaglio come Ferrara, è così generoso, da non potersi sbagliare!
Esulta, mio caro Daniele! Così ti hanno eletto a classico della satira, e anche della letteratura! Complimenti!
Dario Fo
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DENTRO UN REFRESH

p.s. ovviamente la home del NYT non ha refresh, quella del Times nemmeno, quella di CNN si ricarica ogni 30 minuti. Devono aver pensato: visto che ogni browser ha un bel bottone grande con scritto Refresh ognuno potra’ eventualmente usarlo per aggiornare qualsiasi pagina quando meglio ritiene.
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Tags: mantellini, refresh, statistiche, repubblica.it, corriere.it
George Clooney sarà Licio Gelli
FONTE: http://www.axellweb.com/2007/12/06/george-clooney-sara-licio-gelli/
Lo so che può sembrare una supercazzola, ma il bel George interpreterà proprio il Venerabile.
Come si può notare dalla foto, sono proprio due gocce d’acqua.
Io sono un po’ basito. Ma poi mi riprendo.
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Tags: GeorgeClooney, Licio Gelli, lungometraggio
Luttazzi è licenziato anche da La7. Noooo!
MILANO — Questa volta il martire della censura ha fatto un clamoroso autogol. Perché quando la satira diventa offesa, volgarità, insulto irriferibile, la libertà non c’entra più nulla. «La direzione de La 7 — si legge in una nota dell’emittente — ha deciso di sospendere la messa in onda dello spettacolo di satira Decameron di cui è protagonista Daniele Luttazzi». La nuova puntata sarebbe dovuta andare in onda stasera, come avviene da tre settimane, ma gli insulti pesantissimi rivolti dal comico, una settimana fa, a Giuliano Ferrara, storico collaboratore della rete, hanno fatto sì che la situazione precipitasse. «Con Daniele Luttazzi — spiega la nota de La 7, arrivata ieri in tarda serata — è stato stipulato un contratto che garantiva la sua più totale libertà creativa, come dimostrato dalle puntate fin qui andate in onda. Video-Le frasi sotto accusaDi questa libertà era necessario fare un uso responsabile, cosa che non è avvenuta. Infatti nella puntata di sabato scorso, replicata giovedì, Daniele Luttazzi ha gravemente insultato e offeso Giuliano Ferrara, che con la stessa La 7 collabora da anni come co-conduttore di Otto e mezzo. Le espressioni usate sono palesemente in contrasto con la satira e si configurano come una provocazione alla dignità e all’onore personale di un nostro collaboratore.
Luttazzi è licenziato anche da La7 . Corriere della Sera
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Umberto Eco sul New York Times magazine
RIDERE..
(a proposito del suo ultimo libro)
[...]
So why would any country besides Italy be at risk of having the media takeover you describe? One of the reasons why foreigners are so interested in the Italian case is that Italy was in the last century a laboratory. It started with the Futurists. Their manifesto was in 1909. Then fascism — it was tested in the Italian laboratory and then it migrated to Spain, to the Balkans, to Germany.
Are you saying that Germany got the idea of fascism from Italy? Oh, certainly. According to what the historians say, it is so.
Maybe just the Italian historians. If you don’t like it, don’t tell it. I am indifferent.
You’re saying that Italy was a trendsetter in both fashion — or art — and fascism? Yes, O.K., why not?
(ovviamente la vera notizia è più sotto, quando l’intervistatrice fa riferimento al dipartimento di Comunicazione di Bologna ed Eco le dice di essere appena andato in pensione
)
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Occhio alle foto su Internet
FONTE: http://bonacina.wordpress.com/2007/12/04/occhio-alle-foto-su-internet/
Oggi ne ha parlato il Corriere e della cosa si è interessato anche il candido Moreno Morello per Striscia la Notizia. Il bollettino parrocchiale di Montegalda (Vicenza), per raffigurare il tema del perdono, ha utilizzato questa immagine:


Nelle intenzioni del parroco doveva raffigurare papa Giovanni Paolo II mentre stringe la mano all’attentatore Ali Agca, ma in realtà al viso del pontefice è stato sovrapposto – con un fotomontaggio – quello di Silvio Berlusconi.
L’immagine (presente sul blog di Fricat e a questo indirizzo) è stata trovata su Internet cercando le immagini che Google propone con la chiave di ricerca “perdono”. Effettivamente ho fatto anch’io la ricerca e l’immagine è al 12esimo posto. Il fotomontaggio può sfuggire ad un’occhiata distratta e frettolosa: una svista, come ha ammesso lo stesso parroco, ma il Corriere ipotizza che la svista sia stata aggravata da una scarsa conoscenza dell’inglese. Il riferimento è alla scritta riportata dalla maglia indossata da Ali Agca, che in italiano si traduce con la frase Uccidi l’entusiasmo, e che nella foto originale non esiste.

Google può rivelarsi una ricchissima galleria di immagini. Ma, come per tutto il materiale reperito su Internet, vale sempre la regola universale di valutare bene ciò che vi si trova, prima di utilizzarlo.
P.S. piccola e veniale svista anche per il Corriere: Montegalda, comeho scritto sopra, è in provincia di Vicenza, non di Padova.
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On social networks and human interactions
FONTE: http://maffulli.net/2007/12/03/on-social-networks-and-human-interactions/
I have received recently half dozen invitations to join social web2.0 services: Roberto pointed me to twitter during a real life chat in Firenze, other invitations came via email to services like Plaxo pulse, Naymz, hi5, Spook and others. Many people are asking to become my friends on Facebook but I don’t remember meeting them and my email archives since 1997 ignore too. I’m starting to feel overwhelmed
I like experimenting these tools, but I can’t keep up with the pace they start (and die). All of these services ask me to replicate information I have already written down on this blog or on my Linkedin profile. Signing up to all these services would require me to quit my paid activities and spend more time online than offline. At that point Alex Wright on the NYTimes would be right. But I agree with what Dawn Foster wrote about Social Networks, Relationships, and “Friends”:
my online interactions in social networks do not replace physical interactions with real people, they simply provide a way to augment the relationships I have with my friends.
For me it’s also a matter of following conversations as they were described in the Cluetrain Manifesto:
A powerful global conversation has begun. Through the Internet, people are discovering and inventing new ways to share relevant knowledge with blinding speed. As a direct result, markets are getting smarter—and getting smarter faster than most companies.
Noticing Facebook privacy issues, I still wonder if I should keep considering FB as a legitimate place for conversations or quit (it is possible, although difficult). And when did we start using our real names online? I remember the old days when we all had nicknames and everybody was careful revealing his real identity. What made us change our mind?
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Tags: maffulli, social networks, web 2.0, human interactions
Emozione Apple
E’ uscito Emozione Apple il libro di Antonio Dini seguente a sette anni di lavoro, di viaggi, di ricerche, di interviste e di migliaia di persone incontrate a giro per il mondo. con l’obiettivo di scoprire il segreto di Apple, l’ingrediente misterioso, che ha permesso all’azienda fondata da Steve Jobs e Steve Wozniak di emozionare milioni di persone in tutto il mondo.
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Tags: antoniodini, apple, sole 24 ore, steve jobs, steve wozniak
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