DENTRO UN REFRESH

FONTE: http://www.mantellini.it/2007_12_01_archivio.htm#2203865203510708453

Il vizietto markettaro di imporre alle homepage dei siti informativi un refresh ogni tot secondi (utilizzato per gonfiare le statistiche da vantare in societa’) e’ ormai diventato la regola in Italia. I piu attenti si saranno accorti che e’ andato rapidamente estendendosi anche alle pagini tematiche principali. Per esempio se apro la sezione “tecnologia & scienze” di Repubblica.it mi ritrovo un refresh di 900 secondi (contro i 300 secondi della homepage). E’ ovvio che l’utilita’ che il sistema aggiorni una pagina mano a mano che ci si spinge in profondita’ dentro un sito web cala in maniera vistosa. E’ una furbizia quasi senza senso (per il lettore) in homepage figuratevi che senso potra’ avere nelle pagine interne. In questa battaglia per la palma del peggiore sembra che il sito web de La Stampa si sta dando da fare per sbaragliare il campo. Ogni singola pagina interna e’ dotata di un refresh automatico (usualmente di 600 secondi). Metti che io lasci il computer acceso sull’articolo “Terza eta’: dai flavonoidi un aiuto per la mente“. Ogni 600 secondi La Stampa si prendera’ l’onere di refresharmi la pagina, non sia mai che nel frattempo i flavonoidi abbiano fatto effetto o l’articolo sia stato aggiornato.

p.s. ovviamente la home del NYT non ha refresh, quella del Times nemmeno, quella di CNN si ricarica ogni 30 minuti. Devono aver pensato: visto che ogni browser ha un bel bottone grande con scritto Refresh ognuno potra’ eventualmente usarlo per aggiornare qualsiasi pagina quando meglio ritiene.

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